La ricerca

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Le esperienze di educazione cooperativa sono in continua espansione. Si crea uno spazio di ricerca cooperativa e di interazione tra pratiche didattiche e teorie pedagogiche, un luogo di incontro per coloro che operano quotidianamente in servizi educativi e/o scolastici e si confrontano con la realtà che le fa da sfondo. Si alternano attività di gruppo con momenti di riflessione e di rielaborazione individuale. Queste sono intese come attività formative pensate e articolate con finalità eterogenee che individuano nel gruppo in formazione l’elemento cardine per la  strutturazione del percorso. In questo senso il gruppo non è considerato come semplice destinatario di un progetto, ma come elemento agente.
Con questo progetto dal titolo Ludodigitalstories si intende mettere in atto un’attività di ricerca-azione volta a promuovere alcune riflessioni sulla metodologia e sulla professionalità di coloro che operano nei Centri di Cultura di ITER. Si tratta di un intervento con una valenza duplice: da una parte intende creare le condizioni per una riflessione professionale volta all’individuazione degli elementi chiave dell’agire educativo nei servizi di ITER; dall’altra intende promuovere un sistema di condivisione dei saperi e delle esperienze al fine di incrementare la conoscenza della metodologia laboratoriale dei servizi e la comprensione dei meccanismi organizzativi e gestionali.

Una riflessione professionale
volta all’individuazione degli elementi chiave
dell’agire educativo


Una ricerca condotta
dall’Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’educazione
in collaborazione con ITER – Città di Torino


Università degli Studi di Torino

Barbara Bruschi
Professore Associato, Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’educazione
Alessia Rosa, Silvia Carbotti
Docenti a Contratto, Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’educazione

In Ludodigitalstories si applica il metodo narrativo per utilizzare la potenzialità delle storie di generare empatia. L’obiettivo consiste nell’offrire al personale di ITER l’opportunità di riflettere sulla propria attività non solo dal punto di vista  professionale, ma anche da quello più intimo e personale. Al contempo,  attraverso i racconti, si intende stabilire tra professionisti e pubblico, un collegamento emotivo che consenta di guardare, da un nuovo punto di vista, ai Centri di Cultura di ITER e alle attività che si svolgono al loro interno.
Conoscere le persone che stanno dietro alle istituzioni, sentirle raccontare con la propria voce delle emozioni e delle esperienze vissute in tanti anni di attività permette al pubblico di cogliere degli elementi che generalmente non sono manifesti e di scoprire la dimensione più umana e sensibile dei Centri di cultura e delle realtà in cui da decine di anni bambine e bambini vengono aiutati nel loro processo di crescita con attività stimolanti, divergenti e creative..
Non va poi dimenticato che le narrazioni costituiscono a tutti gli effetti uno  strumento per educare, per aiutare le persone a riflettere, a scoprire, ma soprattutto a comprendere. Comprendere lo spirito delle attività, il significato profondo delle azioni e delle scelte costituisce il raccordo attraverso cui connettere professionisti dell’educazione e famiglie per generare una comunità che sia veramente educante e basata sulla reciprocità. Il progetto si fonda su una dimensione specifica della narrazione chiamata Digital Storytelling. Questo rappresenta una pratica narrativa in cui brevi storie a tema sono raccontate mediante l’intreccio di immagini, suoni e parole scelte dai soggetti narranti. Ciascun elemento è portatore di un contenuto e di un significato preciso che amplifica la portata emotiva del discorso, garantendo al “lettore” di entrare esso stesso nello spirito della storia.
Il risultato finale dell’attività svolta è dato da una collezione di narrazioni (che potrà crescere nel tempo) che parlano dei servizi educativi e che permettono di costituire una memoria condivisa delle pratiche e della storia dei servizi raccontata attraverso le voci di chi non solo ne ha fatto parte, ma spesso ne ha permesso la progettazione e realizzazione. Si tratta pertanto di un progetto che ha tra i suoi obiettivi quello di contribuire alla costruzione e condivisione di una  parte importante della memoria della Città  e dei suoi cittadini e delle sue cittadine.


ITER

Umberto Magnoni
Direttore di ITER
Anna Maria Venera
Responsabile Settore Formazione ITER

ITER – Istituzione Torinese per una Educazione Responsabile – si pone all’interno di un sistema cittadino che mira a definire un piano educativo attento ai bisogni dei bambini e dei ragazzi, ai livelli d’istruzione richiesti dalla società e alla ricerca del senso di sé e di appartenenza, principio per la costruzione di una comunità.
Le scelte didattiche e culturali dei servizi di ITER si richiamano alla Convenzione Internazionale dell’ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, alla Carta Internazionale delle Città Educative, al Piano Nazionale di azione ed interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva, ai vigenti regolamenti comunali in materia, ai Quadri Pedagogici di riferimento utilizzati nell’ambito del sistema educativo comunale e alle Indicazioni Nazionali per il Curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione.
I Centri di Cultura, organizzati per sezioni tematiche, sono spazi di esercizio e sperimentazione di responsabilità e autonomia, supporto e struttura di approfondimento pedagogico per gli insegnanti, laboratorio didattici per i bambini e i ragazzi. Sono luoghi educativi dove i ragazzi arrivano nel tempo libero, dove nascono nuove esigenze e si prospettano nuove possibilità, dove le famiglie trovano spazi di conoscenza per fare e stare insieme.

SETTORE FORMAZIONE DI ITER
ITER promuove la professionalità del proprio personale, attraverso un processo di formazione permanente, di ricerca e di sperimentazione, attivando corsi di aggiornamento professionale, con il coinvolgimento di docenti universitari e di esperti di chiara fama nazionale.
Una formazione continua, improntata in una prospettiva di partecipazione attiva e consapevole, in cui proporre modelli formativi capaci di assecondare i processi di cambiamento e di facilitare percorsi di apprendimento, in grado di mettere in campo dimensioni, come quelle della pratica e della riflessività, che integrandosi consentono all’agire di divenire significativo.
La formazione si configura come un percorso di accrescimento e sviluppo delle competenze professionali intese come sapere in azione nei contesti di lavoro e si attua attraverso una serie di interventi che vanno dall’acquisizione di conoscenze, abilità e competenze trasversali a quelle più propriamente tecnico-specialistiche, al fine di attivare progetti, sperimentazioni e percorsi educativi innovativi sul piano pedagogico. La formazione incide sulla qualità dei servizi offerti, garantendo un profilo professionale migliore di fronte ai bisogni emergenti e richiede al “professionista dell’educazione” una maggiore flessibilità operativa e una capacità di riorientarsi all’interno del proprio servizio.
Inoltre, il Settore Formazione progetta ed eroga corsi che prevedano il conseguimento di competenze e abilità professionali nell’ambito socio-educativo, non soltanto rivolti al personale interno ai servizi del Comune di Torino. La peculiarità dei corsi è la forte valorizzazione educativo – formativa della dimensione relazionale e tecnico -operativa mediante l’utilizzo di metodologie didattiche innovative ed esercitazioni pratiche finalizzate a favorire la motivazione e il coinvolgimento da parte dei destinatari della formazione e a consentire una didattica attiva e un apprendimento esperienziale.


Topics

/ Quei 10 anni della tua vita
/ I tempi del tuo lavoro
/ Gli spazi del tuo lavoro
/ Lettera a te di 10 anni fa
/ Gli oggetti del tuo lavoro
/ Gli utenti del tuo lavoro. Pensare i cambiamenti attraverso le persone
/ Se uno dei bimbi di oggi volesse fare il tuo lavoro cosa gli diresti.

9 storie digitali prodotte
tra febbraio e giugno 2015